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HOSTING | 30 GIUGNO 2021

Hosting

spiegato in parole semplici

Sei sicuro di avere un hosting veloce e affidabile? Scopriamo in maniera semplice le caratteristiche migliori, e testiamo il tuo Hosting con strumenti concreti.

Riassunto per chi ha poco tempo
Oggi il servizio Hosting è fondamentale per l'azienda e contiene dati importanti: velocità, sicurezza, affidabilità non sono da lasciare al caso. Lascia perdere il "fai da te".
Testa il tuo sito web: clicca qui ed inserisci il tuo indirizzo

Perchè la rendono sempre difficile?

Internet ed il mondo digitale da sempre sono inutilmente zeppi di termini che appaiono complessi. Poi spesso si scopre che si traducono con parole banali.
Quindi un consiglio generale: il vero professionista con esperienza è colui che non li utilizza, o li sa spiegare in maniera capibile.

L'hosting è uno di questi: ma siccome a noi interessa conoscerne gli aspetti pratici legati al nostro business, cerchiamo di semplificare.

Partiamo dal termine hosting: può intendere e comprendere tantissimi servizi, ma se non specificato si compone di 3 elementi:
1. dominio: registrazione o trasferimento
2. Spazio web o server su cui caricare il sito web
3. Servizio e-mail


Meglio .it, .com, .eu o che altro?

Il dominio è composto da un nome e da una estensione (.it, .com, .net, ...).
L'unione dei due permette di registrare un dominio unico al mondo, quindi potremmo avere proprietà del dominio visualcons.com ma non di visualcons.it, che potrebbe registrarlo un'altra persona/azienda.

Le estensioni si dividono tra locali (es. it per Italia, .de, .es, ...) e internazionali (.com, .net, .info, .eu, ...).
Quale scegliere? Ormai le differenza sono poche, ma noi consigliamo:

1. Estensioni locali come .it solo se dobbiamo rafforzare l'appartenenza del prodotto/azienda al Paese (es. produttore alimentare)

2. Se abbiamo un .it, affiancare un dominio internazionale per la vendita su mercato estero, anche perchè sembra ancora tenuto in considerazione da Google

3. In tutti gli altri casi, registrare direttamente una estensione internazionale come dominio principale, e registrare come alias (dominio che reindirizza al principale), tutte le altre estensioni che vogliamo "bloccare" per noi.

Nota: le e-mail riprenderanno esattamente il dominio principale (es. info@visualcons.com)

Costi
La registrazione dei domini avviene mediante aziende (Provider) abilitate, e la registrazione è almeno annuale.
Il costo annuale di un dominio va da 6 a 15 euro in base alla estensione, quindi un prezzo accettabile per te, comprensivo di parte burocratica, va da 20 a 35 euro / anno.


Dal dominio al sito web: magia?

Diciamo la verità: ancora oggi si pensa a guru, quasi stregoni, capaci di rendere visibile il dominio e collegarlo a server ed e-mail.
La verità? Basta un corso di 30 minuti per essere autonomi. Sono altre le cose complesse, le vediamo dopo.

DNS: i numeri magici
Per collegare il dominio che abbiamo registrato al server, alle e-mail e ad altri servizi, tutto si basa sui DNS.
Per questo è fondamentale che il dominio che acquistiamo, ovunque sia, abbia incluso il servizio DNS senza costi aggiuntivi.
Vediamo una semplice immagine:
Non spaventarti, non si imparano a memoria e variano sempre: i più importanti sono 3 o 4. Semplificando, nella colona di sinistra c'è il nome del servizio, nella colonna destra il suo indirizzo. Vedili un pò come i tuoi indirizzi di casa, lavoro, ... ma nel web anzichè le vie ci sono gli IP, numeri di max 12 cifre.

L'obiettivo qui non è imparare a configurarli, ma capire che ogni servizio che abbiamo - spazio web, e-mail, ... - è raggiungibile inserendo un semplice indirizzo.

E quindi? Questo ci fa capire che non siamo legati ad una sola azienda, ma con i DNS possiamo istruire il dominio ad indirizzare il traffico verso ogni servizio che riteniamo migliore.

Esempio pratico:
- registri solo il dominio su Register.it in Italia
- acquisti un server su Amazon AWS in Germania
- attivi le e-mail con Google

Ovviamente scegliere i servizi giusti è un pò meno facile: qui si che serve un professionista.


Spazio web e Server: qui termina il fai da te

Ok, abbiamo registrato il dominio ed abbiamo configurato i DNS, magari facendoci aiutare. Ora però entriamo nel mondo dei grandi.

HOSTING CONDOMINIALE: IL MULTISITO
La maggior parte dei siti web non richiede un server dedicato, e infatti quasi mai viene proposto: la maggior parte dei servizi hosting si basa su server multisito, ovvero il fornitore su ogni server inserisce decine, anche centinaia di siti web. Quanti? Dipende dal server e dalla serietà, notissime aziende negli anni scorsi hanno fatto scempi da questo punto di vista.

Vantaggi: costi limitati, arrivo a pagare un hosting anche solo 30 euro all'anno perchè divido il server con centinaia di vicini

Svantaggi: le risorse del server sono da dividere, quindi quelle assegnate al nostro sito saranno sempre limitate. Inoltre ogni server è raggiungibile da pochi indirizzi IP (i DNS di prima) quindi avremo centinaia di siti web con stesso indirizzo (e agli occhi dei motori di ricerca non è graditissimo).

IL CLOUD SERVER
Lo step intermedio, molto in voga ultimamente, è chiamato cloud server. Ci si libera dal concetto di server multisito, per noleggiare non più solo uno spazio in GigaByte, ma delle risorse assegnate al sito web: 4 cpu, 16 GB di RAM, ... con accesso diretto sicuro e separato dagli altri, la possibilità di accendere e spegnere la macchina virtuale, e molte altre opzioni. Se non lo sapessimo, potremmo di fatto scambiarlo per un server dedicato.

Noi in Visualcons proponiamo molto spesso questa tipologia di servizio, grazie al fatto che è possibile configurare in maniera specifica e separata ogni macchina per il sito web che dovrà ospitare, e quindi massimizzare le performance e la stabilità.

Sicurezza e stabilità

Ultimamente si fa tanto parlare di sicurezza e attacchi informatici.
Vero è che per definizione nessun sistema è sicuro, ma vero anche che ci sono molti, molti modi per migliorare la situazione. Ma anche qui, non è terreno del fai da te.

Senza entrare troppo nel tecnico, noi applichiamo sempre due tipi di azione:

1. Sicurezza attiva: ottimizzazione del server, aggiornamenti costanti, separazione permessi, firewall e strumenti proattivi per riconoscere e limitare gli attacchi. Possiamo farlo perchè gestiamo direttamente i server con personale specializzato

2. Sicurezza passiva: backup costanti in 2/3 località distinte, in modo da salvare comunque i dati in caso di violazioni gravi

Velocità e reattività

Dividiamo velocità e reattività perchè spesso capita di avere server molto reattivi, ma siti web decisamente pesanti per costruzione, immagini, video, ...

Per ottenere server reattivi, e veloci se il sito web è ben sviluppato, applicano moltissime tecniche diverse. Solo per citarne alcune:
- i server sono posizionati nelle server farm migliori d'Europa, con accesso alle dorsali principali e con comprovata qualità
- dischi con latenze minori di 0.30 ms e harware strutturato ad hoc
- configurazioni con sistemi di cache avanzata e compressione
- utilizzo di CDN, che ha la duplice funzione di proteggere dagli attacchi e di migliorare la velocità percepita


E-mail: sono tute uguali?

Altro argomento spinoso. Partiamo subito da una considerazione: negli ultimi anni il costo delle e-mail si è alzato. Sia Google che Microsoft hanno unito le e-mail a servizi cloud e ogni casella costa dai 4 euro in su al mese.

Se non interessano gli ecosistemi e si vuole risparmiare, ci sono centinaia di aziende che forniscono servizi e-mail basati su POP/IMAP/SMTP, ma il prezzo varia moltissimo in base allo spazio occupato.

Riconoscendo che ormai c'è una buona stabilità generale dei servizi, ecco i nostri consigli nelle scelta delle e-mail:

1. Se si fa uso intenso dei sistemi Microsoft in azienda, valuta Microsoft 365 (qui uno specchietto)
Il sistema di Microsoft è probabilmente il più raffinato, ma tranne che per esigenze specifiche questa differenza si percepisce poco nelle aziende medio/piccole

2. Se si fa uso intenso dei sistemi Google, e si vuole un ecosistema multipiattaforma, valuta bene il sistema Google WorkSpace (qui la pagine dedicata)
Il sistema Google fa della ricchezza di servizi e della stabilità i suoi cavalli di battaglia. Il prezzo non è basso, ma sinceramente sulle e-mail non si risparmia

3. Per le classiche e-mail POP/IMAP/SMTP verifica molto bene il crescere dei costi in base allo spazio occupato. Spesso si parte da cifre basse e poi ci si trova a spendere 10 euro al mese per casella

4. Verifica che ci sia un sistema di backup, e quali siano i tempi di ripristino

5. Verifica che si sia una webmail semplice e veloce, per leggere la posta anche online

6. Chiedi che ci siano DNS per la autoconfigurazione, in modo da configurarla velocemente inserendo solo e-mail e password

7. Verifica che ci sia un sistema antispam efficente, possibilmente regolabile e con accesso amministratore per sbloccare eventuali e-mail erroneamente bloccate

8. Importantissimo: verifica che ci sia una assistenza 7/7, preferibilmente in italiano se ti trovi meglio, e preferibilmente anche telefonica negli orari d'ufficio


Alessio Elefante

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