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CASE STUDIES | 03 GENNAIO 2024

Caso studio Google Ads: +20% di conversioni, -20% di budget investito

Come abbiamo ottimizzato una campagna Google Ads per la generazione di leads.

Quanti danni fa una campagna autogestita oppure fatta gestire ai consulenti Google? A volte non serve spendere di più, basta ottimizzare.

Riassunto per chi ha poco tempo
Il cliente è arrivato da noi con un investimento interessante per non essere un ecommerce, ma con una campagna Google (ed un sito web) decisamente non ottimizzati.
Abbiamo lavorato su tutto il processo: dalla scelta di un hosting più performante per aderire ai core web vitals, alla rivisitazione completa di tracciamento, tag manager, GA4, alla rivisitazione completa delle campagna Google Ads in ottica lead.
Risultati decisamente soddisfacenti, e siamo solo all'inizio :-)



0. SITUAZIONE INIZIALE

Parliamo del sito web classico, non e-commerce, di un centro d'eccellenza per terapie e trattamenti per il Parkinson, e che dispone di diversi moduli contatto per prenotare terapie, soggiorni, corsi online.
L'obiettivo quindi è:
- acquisire leads mediante la compilazione dei form
- accrescere il brand e il valore, sia locale che nazionale

La situazione iniziale non era ben gestita:
- campagne gestite direttamente da consulenti SEO
- suggerimenti di Google applicati di default (ahhhhhhrg!)
- scarsa produzione di creatività e video per i canali Display e Youtube
- eventi di conversione fasulli (la visita alla pagina contatti era già considerata una conversione, non l'invio del modulo). Forse per migliorare il Costo per Conversione??
- nessuna politica di remarketing, nessuna gestione del Messy Middle con campagne Meta e automazioni newsletter.

1. SERVER, HOSTING E WORDPRESS

La prima analisi ha evidenziato subito la carenza lato Hosting, con punteggi troppo bassi nei core web vitals.
Pur avendo una configurazione più che buona effettuata dal gestore precedente, abbiamo comunque ottimizzato WordPress per rendere al meglio:

1. Eliminazione di CloudFlare
2. Trasferimento presso i nostri server digitalhost.it con tecnlogia LiteSpeed
3. Configurazione del server specifica per WordPress, e separazione tra server web e server mysql
4. Attivazione del un sistema di cache LiteSpeed integrato nel server, per evitare altri plugin che appesantiscano il sito
5. Ottimizzazione automatica delle immagini mediante la CDN QUIC
6. Miglioramento della gestione dei files e della priorità di caricamento delle risorse
6. Integrazione e miglioramento dei codici di tracciamento Google


2. CORE WEB VITALS E SEO

Il portale presentava, anche a causa dell'hosting, risultati Page Speed tra 50 e 70%, e questa non è una buona cosa.
1. Abbiamo quindi effettuato quella che noi definiamo la SEO STARTUP, ovvero decine di microinterventi sul codice delle pagine per migliorare velocità, tags, schema, sitemap, ...

Di fatto, siamo andati a migliorare il modo in cui Google interpreta il sito web.

2. Mediante poi l'utilizzima Search Console, siamo andati a cercare le problematiche ed a monitorare la quantità di pagine indicizzate, risolvendo i problemi segnalati (per lo più sempre relativi ai tempi di caricamento).



3. CAMPAGNE GOOGLE ADS

Finalmente andiamo sul lavoro più interessante:
1. Disattivazione dei suggerimenti automatici
2. Rivisitazione di tutte le parole chiave e dei testi
3. Migliore suddivisione di budget tra Search, Display e Youtube, e implemnetazione di nuove campagne Search locali
4. Ridimensionamento geografico delle campagne estere, troppo estese rispetto al budget
5. Modifica dei puntamenti al sito web e modifica delle pagine di destinazione per meglio aderire alla campagna



RISULTATI


+ 20% di FORM COMPILATI

- 20% di BUDGET INVESTITO

CPM RIDOTTO DA 11€ a 3,79€

Lavoro terminato? Assolutamente no, abbiamo solo lavorato la base.
Il sito web va ottimizzato, creando nuove sezioni e landing pages, e le campagne vanno ulteriormente ottimizzate lato creatività.

Oggi una campagna pubblicitaria non può solo basarsi su Google, quindi il prossimo passaggio, con il budget risparmiato, è proprio quello di creare ulteriori fonti di ingresso e touchpoints con Meta e Youtube.



Alessio Elefante

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